di Beatrice Monacelli e Ellen Belardi*

Si è da poco concluso il “Weekend con gli insetti produttori di melata della Val di Fiemme”: due giorni in Trentino, organizzati da Ami insieme all’Associazione Apicoltori di Fiemme e Fassa, per scoprire gli afidi che vivono sugli abeti e secernono la melata (utilizzata dalle api per produrre miele), ma anche per imparare a distinguere i mieli di melata di abete rosso e di abete bianco.

I partecipanti erano numerosi: molti apicoltori locali, ma anche tanti assaggiatori, apicoltori o semplici curiosi accorsi a Cavalese da tutta Italia per conoscere meglio lo stupefacente miele di melata e capire come viene prodotto.

Il tutto ha avuto inizio sabato mattina, all’interno dello splendido palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme di Cavalese. Maria Mayr Lago, esperta conoscitrice di insetti produttori di melata di abete, ha tenuto un’interessante ed esaustiva lezione sugli afidi che ci ha permesso di individuarne le diverse specie, riconoscerne le caratteristiche, seguirne il ciclo vitale.

La seconda parte della mattinata era dedicata all’analisi sensoriale: Lucia Piana ha proposto ai partecipanti l’assaggio di mieli di melata di abete rosso, di abete bianco e di metcalfa. Abbiamo imparato a far riconoscere ai nostri nasi l’inconfondibile aroma di camino spento, scorza d’arancio candita e “bagno sporco” della melata di abete bianco, che ben si distingue dal sentore “di pasticceria”, balsamico e di bosco umido dell’abete rosso.

Dopo la pausa pranzo, con un ricco buffet proposto dalla pasticceria “Fior di Bosco” di Giuseppe March, pasticcere, apicoltore ed esperto in analisi sensoriale, che utilizza sapientemente i mieli nelle sue ottime ricette, abbiamo visitato il palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, al seguito di una giovane e preparata guida, mentre il cielo si scuriva e la temperatura si abbassava rapidamente.

La visita è terminata proprio mentre le ultime gocce di pioggia cadevano dal cielo. Il tempo di organizzare le macchine, dunque, e via alla volta del bosco a pochi km dal paese di Predazzo, accanto alla pista ciclabile che segue le anse del torrente Avisio, per osservare dal vivo i famosi afidi di cui tanto avevamo sentito parlare. Arrivati ai margini del bosco, ci siamo dispersi tra gli alti abeti, con le nostre lenti di ingrandimento e le nostre macchine fotografiche, facendo a gara per vedere chi di noi avrebbe individuato per primo i piccoli insetti. Non è passato molto tempo prima di avvistare un formicaio: “seguite le formiche, troverete gli afidi” ci aveva detto Maria; ecco infatti che, su un piccolo abete rosso, abbiamo trovato una grossa infestazione sia di Cinara che di Physokermes. Manifestazioni di gioia, abbracci, foto… sembravamo bambini durante una caccia al tesoro.

Tornati a Cavalese, abbiamo terminato la giornata con una ricca cena presso il ristorante “La Stua” con piatti di tradizione locale, innaffiati da ottimi vini trentini e assaggi di grappe, tra una chiacchiera e l’altra.

La domenica sì è aperta con il sole: appuntamento con la guida naturalistica, Stefano Cavagna, al centro visitatori del Parco di Paneveggio (splendido esempio di centro di educazione ambientale per grandi e piccini), breve passeggiata nella famosa foresta di Paneveggio (il “bosco dei violini”, perché il legno di questi abeti rossi, grazie alla sua particolare capacità di risonanza, è usato per la costruzione delle casse armoniche) e poi via a piedi verso Passo Rolle, con viste che spaziavano sul gruppo del Latemar fino all’imponente massiccio della Marmolada che faceva capolino tra le nuvole. Camminavamo immersi in una natura nel pieno del suo splendore primaverile, che abbiamo potuto scoprire ed apprezzare al meglio grazie alle sapienti spiegazioni sulla flora alpina della nostra guida. Non poteva mancare il pranzo all’Agritur Malga Rolle (ma quanto mangiano questi ambasciatori dei mieli?). Una delegazione di coraggiosi si è quindi spinta fino ai 2.200 metri di Baita Segantini, per ammirare la vista mozzafiato delle Pale di San Martino innevate, e scendere poi allegramente a valle lungo la Val Venegia chiacchierando sotto la pioggia battente.

Dopo i saluti, i baci, gli abbracci e una breve tappa a Predazzo nella pasticceria “Fior di Bosco” (che fai, un dolcetto non lo porti a casa?), siamo ripartite, con la macchina carica di dolci e soprattutto di buonissimi e puzzolentissimi formaggi trentini (che ci hanno soavemente ricordato la loro presenza per tutto il viaggio), bagnate e stanche ma già piene di nostalgia per i boschi, i monti, i fiori… e gli amati afidi del Trentino.

 

* Socie Ami e assaggiatrici iscritte all'Albo Analisi sensoriale del miele

Immagini di Beatrice Monacelli, Ellen Belardi e Marco Vettori

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