Trento: successo del Seminario di Aggiornamento sull’analisi sensoriale del miele

trentoIl 13 febbraio 2010 si è svolto a Trento un Seminario di Aggiornamento di Analisi Sensoriale del Miele a cui hanno partecipato 60 Assaggiatori.
Questa iniziativa ,ormai alla quarta edizione a Trento, è stata ospitata presso il Palazzo Trautsmannsdorf messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Trento su richiesta degli Iscritti all’Albo Nazionale degli Esperti in analisi Sensoriale e da AMi Ambasciatori dei mieli. L’organizzazione e la docenza è stata svolta con la consueta competenza e professionalità dalla Dott.ssa Maria Lucia Piana e grazie alle abilità organizzative di accoglienza della responsabile della CCIAA del Trentino, Maria Grazia Brugnara ,gli assaggiatori sono stati coccolati e rifocillati con specialià trentine.
Sono stati analizzati mieli alpini e del Trentino con rododendro ,melata d’abete ed i controversi tiglio/castagno e tarassaco/melo; sono stati presentati inoltre mieli particolari quali mieli di spiaggia e di barena ed è stato fatto un approfondimento molto interessante sulle particolarità gusto/olfattive dei mieli di ombrellifere con riferimento particolare al miele di coriandolo.

Museo del miele di Lavarone

Museo del Miele LavaroneAll’Altopiano di Lavarone si arriva in tre quarti d’ora da Trento; in un’ora e mezza – più o meno – sia da Bolzano, che da Padova che da Verona; in due ore e mezza da Bologna; in poco più di due ore anche da Brescia. Lavarone è una località turistica sia invernale che estiva a mille metri di altezza, e anche il “Museo del Miele” rimane aperto estate e inverno (10oltre che autunno e primavera). Certo, non è proprio dietro l’angolo di casa, ma vale un viaggio, e, se siete appassionati, anche più di una semplice visita. Come quei francesi che, di passaggio a Lavarone insieme al Presidente di Apistoria, Nino Masetti, con l’idea di visitare un altro analogo museo, quello di Oderzo, hanno alla fine deciso di prenotare un albergo sull’altipiano per gustarsi bene quello straordinario museo e prendere con calma fotografie e appunti.

I colori dell’Apicoltura

GLI INCONTRI DI “TERRA MADRE” 2008 – Volti di ambasciatori del miele da tutto il mondo

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Pandu

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Quest’anno si ripeterà l’incontro biennale di Terra Madre, a Torino. Organizzato da Slowfood, Terra Madre è un grande momento di incontro tra appartenenti a diverse “comunità del cibo” (10allevatori,contadini, pescatori, produttori artigianali di alimenti) provenienti da ogni parte del pianeta. Questi sono solo alcuni degli apicoltori incontrati durante l’edizione di Terra Madre del 2008.

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Una primizia editoriale per gli amici di Ami

Miele medioevoPagine da “Il miele nell’Occidente medievale” lo studio di Laura Prosperi
Questa è l’anticipazione di alcune pagine tratte da  un libro prezioso, che è alla vigilia della sua pubblicazione da parte dell’Accademia Il dei Georgofili. L’autrice, Laura Prosperi, ha avuto modo di presentare proprio il contenuto di queste pagine al Convegno di Apistoria il 14-15 marzo a Montà d’Alba (10Cuneo). Laura Prosperi è una storica e una ricercatrice, che ha anche insegnato all’Università di Ca’ Foscari a Venezia in seno al Master di Cultura del Cibo.

Veleno

Il veleno d’ape è secreto da specifiche ghiandole delle api di sesso femminile: le operaie, allo scopo di difendere l’alveare eliminando eventuali aggressori, e la regina, per uccidere le rivali. I fuchi non producono veleno. Quando un’ape punge un essere umano, il pungiglione rimane uncinato nella pelle e l’ape muore, perché nel tentativo di staccarsi si strappa gli intestini. puntura dape

 

 

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Il veleno d’ape è anche portatore di un messaggio feromonale di allarme, che attiva anche altre api nella difesa dell’alveare. Nell’uomo il veleno d’ape può provocare  reazioni che vanno dal dolore localizzato, seguito da una sensazione di calore e di prurito, fino a delle vere e proprie reazioni allergiche e allo shock anafilattico, uno stato di ipersensibilità che può approdare a una reazione violenta, in rari casi con esiti mortali.
Nonostante questo, il veleno d’ape contiene una molteplicità di sostanze che possono essere usate efficacemente a scopo terapeutico per l’uomo, dopo aver verificato che non sia soggetto ad allergia.apipuntura

 

Il veleno d’ape può essere utilizzato stimolando in modo programmato un’ape a pungere in un punto preciso del corpo (10è sufficiente premere l’addome dell’ape per provocare l’estroflessione del pungiglione), oppure raccogliendo il veleno d’ape: si riesce a farlo utilizzando una stimolazione elettrica di 20-30 volt davanti alla porticina d’ingresso dell’ alveare, provocando così nelle api l’estroflessione del pungiglione e la secrezione del veleno, che cristallizza e viene raccolto su una lastra di vetro. In questo caso, avendo perso le sue parti volatili, viene chiamato “apitossina”.
Il veleno d’ape contiene soprattutto  peptidi ed enzimi, ed ha proprietà antinfiammatorie, neurotossiche del sistema nervoso centrale, antipiretiche, analgesiche, cardiotoniche, anticoagulanti, regolatrici della pressione sanguigna. Il suo campo d’applicazione spazia dalle malattie cardiovascolari,a quelle del sistema muscolo-scheletrico, del sistema endocrino, del sistema nervoso e anche in oftalmologia, dermatologia, ginecologia, immunologia e virologia.

 

 

Veleno

Il veleno d’ape è secreto da specifiche ghiandole delle api di sesso femminile: le operaie, allo scopo di difendere l’alveare eliminando eventuali aggressori, e la regina, per uccidere le rivali. I fuchi non producono veleno. Quando un’ape punge un essere umano, il pungiglione rimane uncinato nella pelle e l’ape muore, perché nel tentativo di staccarsi si strappa gli intestini. Il veleno d’ape è anche portatore di un messaggio feromonale di allarme, che attiva anche altre api nella difesa dell’alveare. Nell’uomo il veleno d’ape può provocare  reazioni che vanno dal dolore localizzato, seguito da una sensazione di calore e di prurito, fino a delle vere e proprie reazioni allergiche e allo shock anafilattico, uno stato di ipersensibilità che può approdare a una reazione violenta, in rari casi con esiti mortali.
Nonostante questo, il veleno d’ape contiene una molteplicità di sostanze che possono essere usate efficacemente a scopo terapeutico per l’uomo, dopo aver verificato che non sia soggetto ad allergia.

Il veleno d’ape può essere utilizzato stimolando in modo programmato un’ape a pungere in un punto preciso del corpo (10è sufficiente premere l’addome dell’ape per provocare l’estroflessione del pungiglione), oppure raccogliendo il veleno d’ape: si riesce a farlo utilizzando una stimolazione elettrica di 20-30 volt davanti alla porticina d’ingresso dell’ alveare, provocando così nelle api l’estroflessione del pungiglione e la secrezione del veleno, che cristallizza e viene raccolto su una lastra di vetro. In questo caso, avendo perso le sue parti volatili, viene chiamato “apitossina”.
Il veleno d’ape contiene soprattutto  peptidi ed enzimi, ed ha proprietà antinfiammatorie, neurotossiche del sistema nervoso centrale, antipiretiche, analgesiche, cardiotoniche, anticoagulanti, regolatrici della pressione sanguigna. Il suo campo d’applicazione spazia dalle malattie cardiovascolari,a quelle del sistema muscolo-scheletrico, del sistema endocrino, del sistema nervoso e anche in oftalmologia, dermatologia, ginecologia, immunologia e virologia.

Seminario di aggiornamento 2009: “Frutta e miele: analogie nella valutazione sensoriale e possibili abbinamenti”

FruttaAMi e Aspromiele organizzano per domenica 29 Novembre 2009 un Seminario di aggiornamento riservato agli iscritti all’Albo degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele e a coloro che abbiano frequentato un corso di I° livello.
Il Seminario si terrà il domenica 29 novembre dalle 9,30 alle 18,00, presso il presso l’Hotel Cavalieri di Bra (10CN), in piazza Giovanni Arpino 37.

Seminario di aggiornamento fisiologia sensoriale e miele della spiaggia di San Rossore

Parco San RossoreAMi ha organizzato un seminario per i prossimi 12 e 13 dicembre in collaborazione con l’Università di Pisa e la Tenuta di San Rossore.

Il seminario si svolgerà a Pisa in data 12 e 13 dicembre 2009 ed destinato ad approfondire il tema della fisiologia della percezione degli odori e dei sapori, particolarmente pensato per le persone che svolgono attività di divulgazione e docenza in cui si tratti di assaggio e analisi sensoriale.